Bivio

La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su ed una che va in giù, prendi quella che va su. È più facile andare in discesa ma alla fine potresti trovarti presso il baratro. A salire c’è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta.

La mano dei Lampedusanti di Erri De Luca

La mano

Ventisette ossa,
trentacinque muscoli,
circa duemila cellule nervose
in ogni polpastrello delle nostre cinque dita.
È più che sufficiente
per scriver Mein Kampf
o Winnie the Pooh.

Wislawa Szymborska

La poetessa polacca descrive scientificamente cosa sia la mano e anche a cosa possa portare (distruzione di massa/diletto ludico). La poesia può essere una premessa a ciò che lascia trapelare Erri De Luca, scrittore napoletano, nel suo “Per l’isola”. L’isola a cui fa riferimento è Lampedusa, da lui paragonata ad una moderna Itaca. Ma se “Itaca è il ritorno di un uomo solo, Lampedusa è lo sbarco delle migliaia”. Di Itaca Lampedusa ha lo stesso mare e anche lo stesso sollievo allo sbarco. I clandestini del veliero vedono solo quello che vogliono, così solo gli occhi si possono chiudere. Le orecchie non possono, perciò la sordità si sposta più all’interno, tra il cervello e la valvola del cuore. Gli immigrati non hanno più una terra dove vivere, e sperano che l’Italia sia una madre affettuosa con i suoi figli che sono venuti dai Paesi lontani, facendoli sentire protetti dal suo grembo e concedendogli una vita dignitosa. Anche nelle Sacre Scritture è scritto <<Vai, vattene dalla tua terra>>, così inizia il viaggio di Abramo. Una “vita giocata a testa e croce”.

I loro corpi sono la più redditizia merce di contrabbando, meglio di come una volta lo erano le sigarette perché occupano poco spazio, non hanno bisogno di imballaggi, si piegano, si stringono e, pure se non sbarcano e non arrivano a destinazione, pagano in anticipo e non alla consegna. Perché spesso quei barconi affondano come nel Titanic ma “senza colonna sonora”. Attualmente innumerevoli sono i naufragi presso l’isola di Lampedusa, dove gli immigrati mettono il primo piede sul suolo italiano, e i Lampedusani non si sono mai sottratti ad un aiuto, così da meritarsi, secondo De Luca, l’appellativo di Lampedusanti.

“Il mare è più giusto della terra: anche quando alza onde a barriera, poi le abbassa”

“Per le salvezze servono le mani”

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La mano può accarezzare,
può picchiare,
può mantenere una penna,
può impugnare un’arma,
può stringere,
può costringere,
può salutare,
può annegare,
può essere data,
può essere ricevuta.

“I nuovi naviganti non sono clandestini.  Sono destini. Sono gli atleti della sopravvivenza.”